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Midterm USA: cosa rischiano Borse e mercati

Il 3 novembre gli Stati Uniti rinnovano il Congresso. Tre scenari e i loro effetti su Wall Street, Piazza Affari, dollaro e materie prime. E la variabile che conta più del voto: l'Iran.

A cura di RAMA Geopolitica Italiana · Aggiornato il 27 ottobre 2026 · 18 min di lettura

Indice

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In brevePrima di iniziare

L'analisi in sintesi

64%Probabilità che i Democratici conquistino Camera e Senato secondo i mercati di previsione
~115 $Petrolio Brent al barile, contro 72 prima della guerra con l'Iran
~5%Rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni
+14,8%Rialzo medio dello S&P 500 nei 12 mesi dopo le elezioni di metà mandato
  • Il voto. Il 3 novembre si rinnovano tutta la Camera e 35 seggi su 100 del Senato. I mercati danno i Democratici favoriti alla Camera (circa 90%) e in vantaggio anche al Senato (circa 64%).
  • La storia. Dopo le elezioni di metà mandato le Borse americane sono di solito salite. Ma quest'anno ci sono una guerra in corso, una Fed che alza i tassi e un petrolio sopra i 110 dollari.
  • La tesi. Per i mercati conta meno chi vince il Congresso e più cosa farà Trump con l'Iran dopo il voto. Per chi investe dall'Italia, il rischio più sottovalutato è il cambio euro-dollaro.
Avvertenza

Analisi a scopo informativo. Non è consulenza finanziaria né un invito a comprare o vendere strumenti finanziari: ogni decisione resta di chi legge.

Capitolo 1 di 7La posta in gioco

Un voto a metà mandato, in mezzo a una guerra

Si rinnova il Congresso, non la presidenza. Ma da gennaio Trump potrebbe governare con un Parlamento contrario.

Il 3 novembre gli americani eleggono tutti i 435 deputati della Camera e 35 dei 100 senatori. Oggi i Repubblicani controllano entrambe le camere con margini minimi: 218 a 214 alla Camera e 53 a 47 al Senato. Bastano pochi seggi per cambiare maggioranza.

Il Congresso decide il bilancio federale, il tetto del debito, i fondi per le guerre e può aprire inchieste sul governo. Il Senato, inoltre, conferma le nomine del presidente, compresi i membri del consiglio della Federal Reserve. Per questo i mercati seguono il voto con attenzione.

Cosa si aspettano i mercati di previsione
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Chi controllerà il Congresso

Probabilità implicite, Kalshi, 27 ottobre 2026
Democratici a Camera e Senato64%
Camera ai Democratici, Senato ai Repubblicani29%
Repubblicani a Camera e Senato9%
Camera ai Repubblicani, Senato ai Democratici1%
Le quote cambiano ogni giorno e possono sbagliare: nel 2016 e nel 2022 i mercati di previsione hanno mancato il risultato.

Probabilità di vittoria democratica

Kalshi e Polymarket, 26-27 ottobre 2026
Camera, Kalshi90%
Camera, Polymarket92%
Senato, Kalshi63%
Senato, Polymarket66%
Alla Camera i trader stimano in media 238 seggi democratici: la maggioranza è a 218.

Fonte: Kalshi News (26 ottobre 2026); Predictionmarketspicks su dati Kalshi e Polymarket (27 ottobre 2026); Al Jazeera (composizione attuale del Congresso).

Sul voto pesa la guerra con l'Iran, iniziata il 28 febbraio. Solo il 34% degli americani approva come Trump la sta gestendo, il dato più basso dei suoi due mandati (Reuters/Ipsos). Il gasolio negli Stati Uniti è quasi raddoppiato. Trump ha detto che non riprenderà gli attacchi prima del voto, e il 25 ottobre si è chiesto in pubblico se «fare un accordo o finirli».

Il punto di partenza dei mercati

MercatoLivello a fine ottobreDa sapere
S&P 500circa 7.700 puntiVicino ai massimi, trainato da tecnologia e intelligenza artificiale
Nasdaqcirca 26.000 puntiIl più sensibile a tassi e utili delle grandi società tecnologiche
FTSE MIBcirca 49.000 puntiPesano soprattutto banche ed energia
Treasury USA 10 annivicino al 5%Soglia psicologica per Borse e tassi europei
Spread BTP-Bundintorno ai 110-125 puntiOscilla con i timori sul debito pubblico europeo, francese in testa
Euro/dollarointorno a 1,12Il dollaro beneficia dei tassi americani alti
Petrolio Brentcirca 115 $72 $ prima della guerra
Orocirca 4.000 $ l'onciaBene rifugio vicino ai massimi

Fonte: TheStreet, ANSA, Sbircia la Notizia, fine ottobre 2026. Livelli arrotondati: verifica i valori aggiornati prima di decidere.

Per chi investe dall'Italia
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Le Borse arrivano al voto vicine ai massimi, quindi c'è poco margine per le sorprese negative. Chi ha azioni americane o fondi globali è esposto al voto anche senza saperlo.

Con il Treasury vicino al 5%, il rendimento dei titoli di Stato americani è il più alto da anni. Anche i BTP rendono intorno al 4,5%: tassi alti su entrambe le sponde dell'Atlantico.

Il dollaro è forte e il petrolio è caro. Sono le due variabili che il risultato del voto può muovere di più, insieme all'oro.

Capitolo 2 di 7Cosa dice la storia

Di solito, dopo il voto, le Borse salgono

Nei mesi prima delle elezioni di metà mandato i mercati tendono a soffrire. Dopo, quasi sempre, recuperano. Quasi.

I numeri della storia
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Rialzo medio dello S&P 500 dopo le elezioni di metà mandato

25 elezioni, 1926-2022. Fonte: Longview Economics
Dopo 3 mesi+5,8%
Dopo 6 mesi+10,5%
Dopo 12 mesi+14,8%
Medie: in alcuni anni il rialzo è stato molto più basso, in altri molto più alto.

Borsa americana, rendimento medio

31 elezioni, 1900-2025. Fonte: U.S. Bank su dati Bloomberg
12 mesi prima del voto+2,9%
Media di tutti gli anni+8,9%
12 mesi dopo il voto+12,4%
Prima del voto l'incertezza pesa, dopo viene meno.

Nell'anno delle elezioni di metà mandato lo S&P 500 ha toccato in media un ribasso massimo di circa il 19% rispetto al picco precedente (nostro calcolo sui dati Longview, 25 elezioni). Si va dal 4,4% del 1954 al 41,8% del 1974.

Secondo J.P. Morgan, l'ultimo trimestre dell'anno, quello che contiene il voto, ha reso in media il 6,6%.

Fonte: The Motley Fool su dati Longview Economics (gennaio 2026); U.S. Bank Asset Management e J.P. Morgan Asset Management via WDBO (ottobre 2026); LPL Research.

La spiegazione più accettata è semplice: ai mercati non piace l'incertezza. Prima del voto non si sa chi controllerà bilancio e leggi. Dopo il voto il quadro si chiarisce e, quasi sempre, il presidente perde almeno una camera. Il risultato è il cosiddetto «stallo»: nessuna grande riforma, nessuna sorpresa. Per le Borse è spesso una buona notizia.

Attenzione alle medie

Gli studi di U.S. Bank mostrano che l'effetto delle elezioni di metà mandato non è statisticamente affidabile: la storia indica una tendenza, non una regola. E ogni ciclo ha le sue eccezioni.

Perché il 2026 è diverso

Una guerra aperta

Mai come quest'anno un conflitto ha pesato sui prezzi dell'energia alla vigilia del voto. Il petrolio è salito di oltre il 50% dall'inizio della guerra.

IranHormuz

Tassi in salita

Di solito il voto arriva con le banche centrali ferme o in taglio. Oggi la Fed ha alzato i tassi a settembre e potrebbe farlo di nuovo a dicembre. Anche la BCE ha alzato due volte.

FedBCE

Borse già alte

Lo S&P 500 è sopra i 7.600 punti e il Nasdaq sopra i 26.000. Chi parte da prezzi alti ha meno spazio per un rimbalzo e più rischio di correzione.

Valutazioni

Dicembre affollato

Fed l'8-9 dicembre, scadenza dei fondi al governo federale l'11, BCE il 16-17. Tre appuntamenti in dieci giorni, subito dopo il voto.

Calendario
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La storia gioca a favore delle azioni americane nei 12 mesi dopo il voto. Ma quest'anno il punto di partenza è più alto e i rischi esterni sono maggiori: la media storica va presa con prudenza.

Il voto in sé muove poco le obbligazioni. Contano di più le decisioni della Fed e della BCE a dicembre e l'andamento dell'inflazione.

Nei cicli passati il dollaro non ha avuto una reazione regolare al voto di metà mandato. Quest'anno dipenderà soprattutto dai tassi e dalla guerra.

Capitolo 3 di 7Tre scenari

Tre risultati possibili, tre reazioni diverse

Per ogni scenario: cosa cambia a Washington e cosa ci si può attendere su Borse, tassi, dollaro e materie prime.

Scegli uno scenario
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Probabilità: Alta · circa 60%Effetti da novembre a gennaio

I Democratici conquistano entrambe le camere. Da gennaio Trump governa con un Congresso contrario per gli ultimi due anni di mandato. È ciò che i mercati si aspettano, quindi la reazione iniziale dovrebbe essere contenuta.

Congresso

Democratici alla Camera e al Senato. Trump non può far passare leggi senza un accordo con l'opposizione.

Politica

Inchieste parlamentari, controllo sui fondi per la guerra, freno a nuovi tagli delle tasse e a nuovi dazi decisi per legge.

MercatoEffetto attesoPerché
Wall Street→ Volatile, poi stabileLo stallo politico è in gran parte già nei prezzi
Difesa e sanità USA↓ Sotto pressioneControllo sulle spese di guerra e sui prezzi dei farmaci
Treasury 10 anni↓ Leggero caloMeno nuova spesa pubblica in deficit
Dollaro↓ Più deboleTassi attesi un po' più bassi e un presidente più debole
Petrolio→ Dipende dall'IranTrump potrebbe cercare un accordo, o agire prima di gennaio
Oro↑ SostenutoDollaro più debole e incertezza politica
FTSE MIB→ Effetto indirettoConta il cambio: un dollaro debole pesa sulle aziende che vendono in America
Per l'Italia

Effetto soprattutto indiretto, via dollaro e petrolio. Un dollaro più debole riduce il valore in euro dei profitti americani delle aziende italiane e degli investimenti in dollari.

Probabilità: Media · circa 30%Effetti da novembre a gennaio

I Democratici vincono la Camera ma i Repubblicani tengono il Senato. Storicamente è la combinazione che le Borse digeriscono meglio.

Congresso

Camera ai Democratici, Senato ai Repubblicani. È lo scenario più classico di «governo diviso».

Politica

Nessuna legge importante, ma il Senato continua a confermare le nomine di Trump, compresi i membri della Fed.

MercatoEffetto attesoPerché
Wall Street↑ SollievoÈ il risultato con meno sorprese per entrambe le parti
Banche ed energia USA→ NeutroLe regole restano quelle di oggi
Treasury 10 anni→ StabileContano Fed e inflazione più del voto
Dollaro→ StabileNessun cambio di rotta sulla politica economica
Petrolio→ Dipende dall'IranTrump mantiene mano libera in politica estera
Oro→ StabileIncertezza politica limitata
FTSE MIB↑ Leggermente positivoSegue il sollievo di Wall Street
Per l'Italia

Scenario più tranquillo per Piazza Affari. L'attenzione si sposta subito su Fed, BCE e inflazione.

Probabilità: Bassa · circa 10%Effetti immediati

I Repubblicani tengono entrambe le camere. Sarebbe una sorpresa: i mercati di previsione la danno sotto il 10%.

Congresso

I Repubblicani tengono entrambe le camere contro le previsioni. Sarebbe una sorpresa per i mercati.

Politica

Più spazio per tagli fiscali, dazi scritti in legge, meno regole. Mano libera sull'Iran.

MercatoEffetto attesoPerché
Wall Street↑ Rialzo a brevePiccole società, banche ed energia festeggiano meno tasse e meno regole
Treasury 10 anni↑ Sopra il 5%Più deficit e più inflazione attesa
Dollaro↑ Più forteTassi americani più alti più a lungo
Petrolio↑ Più caroCresce il rischio di una nuova escalation con l'Iran
Oro↑ In salitaRischio geopolitico più alto
FTSE MIB↓ DebolePiù rischio di nuovi dazi sull'Europa; aiutate solo le aziende con molti ricavi in dollari
Spread BTP-Bund↑ In allargamentoTassi americani più alti trascinano anche quelli europei
Per l'Italia

Lo scenario più rischioso per l'Europa: più dazi, tassi americani più alti, spread sotto pressione. Possibile eccezione: le aziende italiane con molti ricavi negli Stati Uniti, aiutate dal dollaro forte.

Probabilità: valutazione di RAMA Geopolitica Italiana sulla base delle informazioni disponibili alla data di aggiornamento.

Le frecce indicano la direzione più probabile nelle settimane dopo il voto, non un'indicazione di prezzo. Le nostre probabilità sono vicine a quelle dei mercati di previsione (64%, 29% e 9%), con un po' più di peso all'incertezza: i sondaggi americani hanno sbagliato più volte negli ultimi dieci anni.

Il caso da non dimenticare

Un risultato incerto. Se alcuni seggi decisivi restano in bilico per giorni, tra riconteggi e ricorsi, l'incertezza si allunga. È lo scenario peggiore per la volatilità, anche se non cambia la direzione di fondo.

Per chi investe dall'Italia
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Lo scenario più atteso, la vittoria democratica, è in gran parte già nei prezzi. Le sorprese, in entrambe le direzioni, vengono dagli altri due.

Solo la conferma repubblicana potrebbe spingere il Treasury stabilmente sopra il 5%. Negli altri casi i tassi dipendono da Fed e inflazione.

Il dollaro è la variabile più sensibile al risultato: più debole se vincono i Democratici, più forte se tengono i Repubblicani.

Capitolo 4 di 7La variabile Iran

Il vero motore dei mercati non è il Congresso

Dopo il 3 novembre Trump dovrà decidere tra accordo ed escalation. Da quella scelta dipendono petrolio, gas, inflazione e tassi.

Quello che i mercati non stanno considerando

Tra il voto e l'insediamento del nuovo Congresso, il 3 gennaio, passano due mesi. In questo periodo Trump non ha più vincoli elettorali e il Congresso uscente è ancora repubblicano. Se perde, può cercare un accordo per chiudere la guerra, oppure agire prima che i Democratici prendano il controllo. Il rischio di escalation è più alto subito dopo il voto, non prima.

La guerra con l'Iran è al suo ottavo mese. L'accordo di giugno, mediato da Pakistan e Qatar, è saltato. Il traffico nello Stretto di Hormuz, da cui prima passava un quinto del petrolio e del gas liquefatto del mondo, resta molto sotto i livelli normali. Ottobre è stato il mese con più attacchi alle navi commerciali mai registrato nell'area.

Petrolio Brent

Dollari al barile. Fonti: Al Jazeera, TheStreet
Prima della guerra (febbraio)72
Massimo di ottobre117
Fine ottobrecirca 115
Il prezzo resta oltre il 50% sopra il livello prebellico.
Tre strade dopo il voto
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Probabilità: Media · circa 35%Novembre-gennaio

Un'intesa, anche parziale, riapre gradualmente Hormuz. I prezzi dell'energia scendono in fretta, come era già successo dopo il cessate il fuoco di primavera. Nostra stima: petrolio verso i 85-95 dollari, perché un premio per il rischio resterebbe.

Per l'Italia

Il beneficio più grande per l'Italia: bollette più leggere, inflazione in calo, meno pressione sulla BCE per alzare i tassi.

Probabilità: Media · circa 40%Fino a fine anno

Trattative senza risultato e attacchi sporadici. Il petrolio resta tra i 105 e i 120 dollari. I mercati si abituano, ma l'inflazione resta alta e Fed e BCE restano prudenti.

Per l'Italia

La situazione di oggi si prolunga: energia cara per famiglie e imprese, tassi alti, crescita debole.

Probabilità: Bassa · circa 25%Nelle settimane dopo il voto

Ripresa dei bombardamenti americani e nuove ritorsioni iraniane sulle infrastrutture del Golfo. Il petrolio potrebbe superare i 125-130 dollari. Borse in calo, oro e dollaro in salita.

Per l'Italia

Lo scenario più costoso per l'Italia, molto dipendente dal gas e dal petrolio importati: nuovi rincari, rischio recessione, spread in allargamento.

Probabilità: valutazione di RAMA Geopolitica Italiana sulla base delle informazioni disponibili alla data di aggiornamento.

Materie prime: chi si muove e perché

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Oggi

Brent intorno ai 115 dollari, WTI sopra i 100.

Cosa lo muove

Quasi solo l'Iran. Il voto conta indirettamente: una sconfitta netta di Trump rende più probabile un accordo, ma anche un'azione rapida prima di gennaio.

Oggi

Il TTF europeo intorno ai 95 euro al megawattora, circa il triplo di inizio anno.

Perché pesa sull'Italia

L'Europa paga il gas molto più degli Stati Uniti, che lo producono in casa. È uno svantaggio diretto per l'industria italiana e per la Borsa di Milano rispetto a Wall Street.

Oggi

Intorno ai 4.000 dollari l'oncia.

Cosa lo muove

Sale con la paura e con un dollaro debole. Tende a salire sia in caso di escalation sia in caso di vittoria democratica netta, con un dollaro più debole.

Cosa lo muove

La crescita mondiale e gli investimenti in reti elettriche e centri dati per l'intelligenza artificiale.

Il legame col voto

Un Congresso diviso non cambia i piani di spesa già approvati. Un'escalation, frenando la crescita, peserebbe sui metalli industriali.

Oggi

Da Hormuz passa circa un terzo del commercio mondiale di fertilizzanti. In primavera l'urea è salita di quasi il 46% in un mese.

Perché conta

I costi dei fertilizzanti arrivano sui prezzi alimentari con mesi di ritardo: è inflazione già in arrivo per il 2027.

Fonte: Al Jazeera (27 ottobre 2026); TheStreet e Sbircia la Notizia (26 ottobre 2026); Il Sole 24 Ore Lab24 su dati Banca Mondiale. Intervalli di prezzo e probabilità: stime di RAMA Geopolitica Italiana.

Per chi investe dall'Italia
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Le aziende energetiche guadagnano con il petrolio alto e soffrono con un accordo. Per quasi tutti gli altri settori vale il contrario: un accordo sarebbe la notizia migliore per le Borse europee.

Un'escalation spingerebbe l'inflazione e quindi i tassi: brutte notizie per i titoli di Stato già in portafoglio, i cui prezzi scendono quando i rendimenti salgono.

Petrolio, gas e oro sono oggi più legati all'Iran che al voto. In caso di escalation il dollaro tende a rafforzarsi come bene rifugio.

Capitolo 5 di 7Settore per settore

Wall Street e Piazza Affari: chi è più esposto

Il voto non muove tutti i titoli allo stesso modo. Ecco dove l'effetto può essere più forte.

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SettoreSe vincono i DemocraticiSe tengono i Repubblicani
Tecnologia e AI→ Neutro: contano utili e tassi↑ Positivo: meno regole
Difesa↓ Sotto pressione: controllo sulle spese di guerra↑ Favorita
Petrolio e gas→ Dipende dall'Iran↑ Favoriti: più permessi di estrazione
Sanità e farmaci↓ Sotto pressione: prezzi dei farmaci→ Neutri
Banche→ Neutre: più controlli, ma tassi alti↑ Favorite: meno regole
Piccole società→ Neutre↑ Favorite: più legate all'economia interna
Rinnovabili↑ Leggermente favorite↓ Sotto pressione

La direzione più probabile per settore nei due scenari principali. Il Congresso diviso produce effetti simili alla vittoria democratica, ma più attenuati.

SettoreEsempi a Piazza AffariCosa conta davvero
BancheIntesa Sanpaolo, UniCredit, Bper, Banca MediolanumTassi BCE e spread, più del voto. Hanno il peso maggiore nel FTSE MIB.
EnergiaEni, Tenaris, SaipemPetrolio e Iran. Tenaris vende molto negli Stati Uniti: favorita da una conferma repubblicana.
Difesa e spazioLeonardo, Fincantieri, AvioIl riarmo europeo conta più del Congresso. Leonardo, attraverso la controllata americana DRS, dipende anche dal bilancio della difesa USA.
Lusso e consumiFerrari, Moncler, Brunello Cucinelli, CampariConsumatori americani, dazi e cambio. Un dollaro debole riduce il valore in euro delle vendite negli USA.
Industria legata al dollaroPrysmian, Buzzi, Interpump, Stellantis, PirelliInvestimenti americani in reti, edilizia e centri dati, dazi sulle auto, cambio.
SaluteRecordati, DiaSorin, AmplifonPolitica americana sui prezzi dei farmaci e cambio.

I titoli sono citati come esempi di esposizione, non come indicazioni di acquisto o vendita.

Fonte: Banca Akros via Money.it (giugno 2026): Tenaris, DiaSorin, Prysmian, Buzzi, Stellantis, Brunello Cucinelli, Campari, Ferrari, Interpump, Leonardo, Pirelli, Recordati, STMicroelectronics e Amplifon sono i titoli del FTSE MIB più esposti al dollaro. Valutazioni settoriali: RAMA Geopolitica Italiana.

Perché Milano reagisce in modo diverso da New York

Wall Street è dominata dalla tecnologia, che segue gli utili e l'intelligenza artificiale più della politica. Piazza Affari è dominata da banche ed energia, che seguono tassi europei e petrolio. Per questo lo stesso risultato elettorale può far salire New York e lasciare ferma Milano, o viceversa.

Il voto visto da Milano
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Dazi scritti in legge

Con un Congresso repubblicano i dazi potrebbero diventare legge e non più solo decisioni del presidente, più facili da contestare: la Corte Suprema ha già annullato quelli basati sui poteri d'emergenza a febbraio.

LussoAutoAlimentare

Dollaro debole

Una vittoria democratica netta potrebbe indebolire il dollaro. Per le aziende che vendono molto in America significa meno euro per ogni dollaro incassato.

FerrariCampariPrysmian

Stop all'escalation

Un Congresso democratico potrebbe frenare la guerra. Petrolio e gas più bassi sarebbero la migliore notizia per l'industria e i consumi italiani.

EnergiaConsumi

Banche solide

Con tassi BCE in salita e spread stabile le banche italiane continuano a guadagnare sui prestiti, indipendentemente dal voto americano.

Banche
Per chi investe dall'Italia
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Gli effetti più diretti del voto si vedranno sui titoli italiani che vendono molto negli Stati Uniti. Banche ed energia, che pesano di più sul FTSE MIB, seguiranno soprattutto BCE e Iran.

Le obbligazioni delle aziende italiane quotate seguono gli stessi fattori delle azioni: tassi europei e salute del settore.

Per le aziende esposte agli USA il cambio euro-dollaro può valere più del risultato del voto.

Capitolo 6 di 7Cambio e tassi

La trappola del cambio per chi investe dall'Italia

Chi compra azioni o fondi americani in euro guadagna o perde due volte: in Borsa e sul dollaro. È il rischio che i risparmiatori italiani sottovalutano di più.

Quando si compra un fondo o un ETF che investe in America, i soldi vengono convertiti in dollari. Quando si vende, tornano in euro. Se nel frattempo il dollaro si indebolisce, una parte del guadagno della Borsa americana sparisce. Se si rafforza, il guadagno aumenta.

Un esempio con 10.000 euro investiti nello S&P 500
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Ipotesi

Lo S&P 500 sale dell'8%, l'euro resta a 1,12 dollari.

Risultato in euro

10.800 euro: +8%. Il guadagno della Borsa arriva tutto.

Ipotesi

Lo S&P 500 sale dell'8%, l'euro sale a 1,18 dollari, come potrebbe accadere con una vittoria democratica netta.

Risultato in euro

Circa 10.250 euro: +2,5%. Il cambio si mangia due terzi del guadagno.

Ipotesi

Lo S&P 500 sale dell'8%, l'euro scende a 1,06 dollari, come potrebbe accadere con una conferma repubblicana.

Risultato in euro

Circa 11.410 euro: +14,1%. Il cambio aumenta il guadagno.

Fonte: Calcolo di RAMA Geopolitica Italiana. Esempio teorico, senza costi e tasse.

Da sapere

Molti ETF esistono anche nella versione con copertura del cambio (in inglese hedged), che neutralizza in buona parte l'effetto euro-dollaro, di solito con un costo un po' più alto. Il documento informativo del fondo indica se la copertura c'è.

Tassi: Fed e BCE sulla stessa strada

3,75-4%Tassi della Fed dopo il rialzo di settembre
2,5%Tasso BCE sui depositi dopo i rialzi di giugno e settembre
3,8%Inflazione nell'area euro a settembre
4,5%Rendimento del BTP a 10 anni

Fed e BCE stanno alzando i tassi per frenare l'inflazione spinta dall'energia. Per la Fed, guidata da Kevin Warsh, i mercati si aspettano un nuovo rialzo a dicembre. Anche per la BCE un rialzo a dicembre è considerato possibile.

Per i BTP il voto americano conta poco in modo diretto. Lo spread dipende soprattutto dall'Europa, a partire dai timori sul debito francese: in autunno ha oscillato tra circa 110 e 130 punti. Il rischio arriva da oltreoceano solo se il Treasury supera stabilmente il 5%: in quel caso i tassi europei tendono a salire insieme.

Fonte: KPMG (ottobre 2026); Facile.it (ottobre 2026); ANSA e Sbircia la Notizia (26 ottobre 2026).

Fondi pensione e risparmio gestito

Anche chi non ha mai comprato un'azione americana è probabilmente esposto al voto. Gli indici azionari mondiali, seguiti da molti fondi pensione, fondi comuni e gestioni delle banche italiane, sono composti per circa il 70% da società americane. Una correzione di Wall Street si vede quindi anche nel fondo pensione di un lavoratore italiano.

Per chi investe dall'Italia
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Per chi investe in America da euro, il rendimento finale dipende da due fattori: la Borsa e il cambio. Conviene conoscerli entrambi prima del voto.

Con Fed e BCE in fase di rialzo, i titoli di Stato già in portafoglio possono perdere valore se i rendimenti salgono ancora. I nuovi acquisti, invece, partono da rendimenti alti.

Una vittoria democratica netta tende a indebolire il dollaro, una conferma repubblicana a rafforzarlo. L'oro è l'unico bene che può salire in entrambi i casi estremi.

Capitolo 7 di 7Date e segnali

Le date da segnare e i segnali da osservare

Da qui al 3 gennaio si concentrano gli appuntamenti che decideranno la direzione dei mercati.

Da monitorare nei prossimi mesi
3 novembre
Elezioni di metà mandato

I primi risultati arrivano nella notte italiana tra il 3 e il 4. Il segnale chiave è il Senato: se i Democratici lo conquistano subito, lo scenario principale si conferma.

4 novembre
Inflazione nell'area euro, stima di ottobre

Un dato sopra il 4% renderebbe quasi certo un rialzo BCE a dicembre.

Novembre
Decisione di Trump sull'Iran

Accordo o escalation: è il fattore con l'effetto più grande su petrolio, gas e Borse europee.

8-9 dicembre
Riunione della Fed

Atteso un rialzo dei tassi. Se arriva insieme a un'escalation, è la combinazione più difficile per i mercati.

11 dicembre
Scadenza dei fondi al governo federale

Il Congresso uscente deve approvare il bilancio, o si rischia una nuova chiusura degli uffici federali, dopo quella record di 43 giorni del 2025.

16-17 dicembre
Riunione della BCE

Possibile rialzo e nuove previsioni economiche. Decisiva per BTP, spread e banche italiane.

3 gennaio 2027
Insediamento del nuovo Congresso

Da qui il nuovo equilibrio di potere diventa operativo.

Quattro soglie da tenere d'occhio

Treasury al 5%

Sopra questa soglia in modo stabile, le Borse tendono a soffrire e i tassi europei a salire.

Tassi

Brent a 125 dollari

Il segnale che l'escalation è iniziata o è attesa dai mercati.

Petrolio

Euro a 1,15 dollari

Il segnale di un dollaro in netto indebolimento: pesa sugli investimenti in dollari non coperti.

Cambio

Spread a 130 punti

Il livello che indica una nuova tensione sul debito italiano.

BTP

La scheda in una pagina

Vittoria democraticaCongresso divisoConferma repubblicana
Probabilitàcirca 60%circa 30%circa 10%
Wall Street→ Volatile, poi stabile↑ Sollievo↑ Rialzo a breve
FTSE MIB→ Effetto indiretto↑ Leggermente positivo↓ Debole
Treasury 10 anni↓ Leggero calo→ Stabile↑ Sopra il 5%
Dollaro↓ Più debole→ Stabile↑ Più forte
Petrolio→ Dipende dall'Iran→ Dipende dall'Iran↑ Più caro
Oro↑ Sostenuto→ Stabile↑ In salita
Segnale di confermaSenato ai Democratici già nella notte del votoSenato in bilico fino a tardiRepubblicani in vantaggio nei collegi incerti della Camera

Le frecce indicano la direzione più probabile nelle settimane successive al voto secondo la nostra valutazione, a parità degli altri fattori. Un evento come un'escalation con l'Iran può ribaltare ogni scenario.

Avvertenza

Questa analisi ha scopo esclusivamente informativo. Non costituisce consulenza finanziaria, raccomandazione di investimento né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Scenari e probabilità sono valutazioni di RAMA Geopolitica Italiana e possono rivelarsi errati. Prima di decidere, valuta la tua situazione e, se necessario, rivolgiti a un consulente abilitato.

Il voto americano conta per i risparmi italiani, ma il vero spartiacque è un altro: cosa farà Trump con l'Iran nei due mesi tra il voto e il nuovo Congresso.

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