RAMA Geopolitica Italiana · Nord America · Economia

Made in Italy, destinazione USA

L'export italiano negli Stati Uniti è quasi raddoppiato in dieci anni, mentre le regole sui dazi cambiano di continuo. Chi guadagna, chi perde e cosa si gioca l'Italia.

A cura di RAMA Geopolitica Italiana · Aggiornato il 24 ottobre 2026 · 9 min di lettura

Indice

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In brevePrima di iniziare

L'articolo in sintesi

69,6 mld €Export italiano verso gli USA nel 2025
10,8%Quota dell'export italiano che va negli Stati Uniti
~30%Peso di chimica e farmaci sull'export verso gli USA
10%Tetto attuale per la maggior parte dei prodotti europei
  • Un mercato diventato di casa. Dal 2015 al 2025 l'export verso gli USA passa da 36 a 69,6 miliardi di euro, e nel 2026 continua a crescere.
  • Due Italie. I farmaci volano, mentre arredo, prodotti di largo consumo e moda di fascia media soffrono.
  • La tesi. L'Italia è il grande Paese europeo più esposto al mercato americano: ha tutto l'interesse a un'Europa unita al tavolo e a imprese meno dipendenti da un solo cliente.
Capitolo 1 di 7La crescita

In dieci anni l'export verso gli USA è quasi raddoppiato

Da 36 a 69,6 miliardi di euro tra il 2015 e il 2025. Solo due frenate: il Covid nel 2020 e il 2024.

Export italiano verso gli Stati Uniti

Miliardi di euro. Fonte: Istat, Eurostat. 2025 provvisorio
201536,0
201740,4
201945,6
202042,5
202149,4
202265,1
202367,3
202464,8
202569,6
Nel 2025 +7,4% sull'anno prima, nonostante i dazi.

Il 2026 conferma la tendenza: nei primi quattro mesi l'export verso gli USA è salito del 3,7%, fino a pareggiare quello verso la Germania, primo cliente storico dell'Italia. Ad agosto è cresciuto del 31,2% rispetto a un anno prima, spinto da auto, metalli e prodotti raffinati.

Fonte: Istat e Cerved via Italia Informa (agosto 2026); Istat, commercio estero di agosto 2026.

Il confronto europeo nel 2025

Export verso gli USA, variazione 2025

Fonte: Istat
Italia+7,2%
Francia−0,9%
Germania−9,4%
Spagna−9,7%
L'Italia è l'unica grande economia europea che cresce negli Stati Uniti.

Quota dell'export nazionale che va negli USA

2025. Fonte: Istat
Italia10,8%
Germania9,4%
Francia7,8%
Per nessun altro grande Paese europeo il mercato americano conta tanto.
Cosa significa per l'Italia

Con quasi 70 miliardi di vendite e un avanzo commerciale di 34,2 miliardi, gli Stati Uniti sono un interesse nazionale di primo piano: il governo deve proteggerlo senza rompere il fronte europeo.

Dietro l'export ci sono posti di lavoro in tutta Italia, dai distretti del vino e dell'arredo alle fabbriche farmaceutiche e meccaniche.

Circa 25.000 imprese vendono negli USA: per molte è ormai un mercato da presidiare con la stessa attenzione di quello europeo.

Capitolo 2 di 7Vincitori e perdenti

Dietro il record ci sono due Italie

Il dato nazionale nasconde chi corre e chi soffre. Scegli quale Italia guardare.

Scegli

Arredo e sistema casa

−16,2% nei mesi dopo i dazi del 2025 e ancora −13,9% a inizio 2026. Divani imbottiti, cucine e bagni pagano il 15%.

BrianzaMarchePuglia

Prodotti di largo consumo

−11,3% a inizio 2026. Il vino ha perso il 9% negli USA nel 2025 e un altro 14% nel 2026.

VinoFormaggiPasta

Tessile e moda di fascia media

Tessile −10,3% dopo i dazi, moda −1,4% a inizio 2026: soffrono i fornitori dei marchi medi.

PratoBiellaComo

Farmaci

15,8 miliardi nel 2025, +54%. Chimica e farmaci pesano circa il 30% dell'export verso gli USA e sono cresciuti di quasi il 20% a inizio 2026.

ChiesiRecordatiDiaSorin

Macchinari

14,6 miliardi di dollari: prima voce dell'export. Cresce chi lavora per i data center americani.

CarelBiesse

Lusso e supercar

Alzano i prezzi e vendono lo stesso: Cucinelli +11,9% e Prada +18% nelle Americhe, record di Lamborghini.

Moda di fascia altaAuto di lusso

Fonte: Istat, Cerved via Italia Informa, Farmindustria, Unione Italiana Vini, bilanci societari.

Il punto debole

Il vantaggio italiano poggia su pochi settori, farmaci in testa: un punto di forza, ma anche una concentrazione di rischio se Washington colpisse proprio quelli.

Cosa significa per l'Italia

La media nazionale positiva rischia di nascondere ai decisori le difficoltà dei settori più fragili, che pesano molto nell'economia di interi territori.

I settori che soffrono sono fatti di piccole imprese e distretti: lì i dazi si traducono in ore di lavoro e posti a rischio.

Farmaceutica e meccanica crescono; agroalimentare, arredo e tessile devono difendere i margini e cercare mercati alternativi.

Capitolo 3 di 7Settore per settore

Sei settori, sei situazioni diverse

Seleziona un settore: quanto vale, come va, le imprese di riferimento e il dazio applicato oggi.

Scegli un settore
15,8 mld €
▲ +54% nel 2025

Quasi un quarto dei farmaci italiani venduti all'estero va negli USA.

Imprese

Chiesi (USA +28,9%), Recordati (ricavi +11,8%), DiaSorin (Nord America +15%)

Dazio oggi

15% sui farmaci di marca dal 29 settembre 2026; 0% sui generici

14,6 mld $
Prima voce dell'export

Gli USA sono il primo mercato per le macchine italiane.

Imprese

Carel (Nord America +20,9%), Interpump (Nord America −9,8%), Biesse (Americhe 23% dei ricavi)

Dazio oggi

Massimo 10%; 15% per alcuni macchinari ad alto contenuto di metallo

7,5 mld €
▼ −5% nel 2025

Il settore più colpito nel 2025; da luglio 2026 molti prodotti agricoli e alimentari sono esclusi dal dazio aggiuntivo.

Imprese

Campari (Americhe 44% delle vendite), Barilla (+170 mln $ a New York), Ferrero (WK Kellogg per 3,1 mld $)

Dazio oggi

Massimo 10%, spesso solo il dazio ordinario; pasta: antidumping a parte

2,9 mld €
+0,8% tessile e abbigliamento

Il lusso tiene, soffrono i marchi medi.

Imprese

Brunello Cucinelli (Americhe +11,9%), Prada (+18%), Moncler (+5%)

Dazio oggi

Dazio ordinario, spesso già sopra il 10%

16,2%
delle auto esportate va negli USA

Supercar al riparo, componenti sotto pressione sul prezzo. Ad agosto 2026 l'export di autoveicoli è salito del 55,8%.

Imprese

Ferrari (3.937 auto nelle Americhe), Lamborghini (record 3.347), Pirelli (1 mld € in Georgia)

Dazio oggi

15% su auto e componenti

1,7 mld €
▼ −16,2% dopo i dazi

Primo mercato fuori dall'Europa.

Imprese

Natuzzi (Nord America −6,7%), Molteni (sede JP Morgan a New York), Poltrona Frau (alza i prezzi quanto i dazi)

Dazio oggi

15% su divani imbottiti, cucine e mobili da bagno

Fonte: Aliquote in vigore all'8 ottobre 2026 (Airlift USA, Confcooperative). Verificare sempre il proprio codice doganale.

Il dazio da solo non decide: contano i margini, la forza del marchio e la capacità di trasferire il prezzo sul cliente americano. Chi produce negli USA, come Barilla, Ferrero e Pirelli, è più protetto.

Cosa significa per l'Italia

Le trattative si giocano voce per voce: per il governo conta difendere i settori dove l'Italia ha più da perdere, come vino, formaggi, olio e arredo.

Quando un'impresa sposta produzione negli USA per evitare i dazi, una parte del lavoro può lasciare l'Italia.

Ogni settore ha un'esposizione diversa: va misurata prodotto per prodotto, guardando dazio, margini e concorrenza americana.

Capitolo 4 di 7I dazi

Le montagne russe dei dazi: sette cambi di regole in due anni

Seleziona una data per vedere come sono cambiati i dazi sui prodotti europei.

Scegli una data
Quasi zero

Prima della tempesta: dazi medi intorno al 2,4%.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto2,4%
Auto2,5%
Acciaio0%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.
Acciaio al 25%

Tornano i dazi su acciaio e alluminio.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto2,4%
Auto2,5%
Acciaio25%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.
Liberation Day

+10% su quasi tutto. Le auto salgono al 27,5%.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto12,4%
Auto27,5%
Acciaio25%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.
Acciaio al 50%

Il dazio sull'acciaio raddoppia.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto12,4%
Auto27,5%
Acciaio50%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.
Patto di Turnberry

Trump e von der Leyen: tetto al 15% per quasi tutto, auto comprese.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto15%
Auto15%
Acciaio50%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.
Stop della Corte

Il 20 febbraio la Corte Suprema boccia i dazi «reciproci». Arriva un +10% temporaneo per 150 giorni.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto12,4%
Auto15%
Acciaio50%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.
Nuovo tetto al 10%

Il 24 luglio scade il dazio temporaneo. Una nuova misura fissa un tetto del 10%, con ampie esenzioni per alimentari, farmaci e materie prime.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto10%
Auto15%
Acciaio50%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.
Settori a parte

Resta il 10% per la maggior parte dei prodotti, ma auto (15%), acciaio (25–50%), farmaci di marca e arredo (15%) seguono regole proprie.

Dazi sui prodotti europei

Valori indicativi
Quasi tutto10%
Auto15%
Acciaio50%
Fonti: ICE, GMF, Morgan Lewis, Airlift USA.

Il costo più alto non è il dazio in sé, ma l'incertezza: chi firma un contratto oggi non sa quali regole troverà alla consegna.

Cosa significa per l'Italia

Ogni cambio di regola a Washington diventa un negoziato a Bruxelles: l'Italia ha bisogno di una linea europea stabile per proteggere i suoi interessi.

Regole instabili frenano gli investimenti delle imprese, e con loro assunzioni e salari nei settori più esposti.

I contratti devono stabilire chi paga se le regole cambiano; acciaio, alluminio e rame contenuti nei prodotti pagano le aliquote più alte.

Capitolo 5 di 7La partita politica

Roma in mezzo tra Bruxelles e Washington

La politica commerciale è decisa dall'Unione europea, non dai singoli governi. Ma l'Italia ha più da perdere di altri.

Le carte in gioco

Con il 10,8% dell'export diretto negli USA, l'Italia è il grande Paese europeo più esposto. Per questo il governo punta sul compromesso e sul dialogo diretto con Washington, non sullo scontro.

Le tariffe si negoziano a Bruxelles: le imprese italiane non possono contare su un trattamento riservato all'Italia. Il peso di Roma dipende dalla sua capacità di orientare la linea europea.

Nelle trattative l'Europa può offrire acquisti di energia americana e più spesa per la difesa. L'Italia ha interesse a ottenere in cambio esenzioni stabili per vino, formaggi, olio, pasta e arredo.

Il 3 novembre 2026 gli americani votano per il Congresso. Dal risultato dipende quanto spazio avrà la Casa Bianca per nuove misure commerciali nei prossimi due anni.

Cosa significa per l'Italia

La sfida per Roma è restare un ponte tra Washington e Bruxelles senza indebolire l'unità europea, che resta il vero strumento negoziale.

Le scelte commerciali si intrecciano con energia e difesa: quello che si concede in un campo pesa sui bilanci pubblici e sulle bollette.

Le imprese devono seguire i negoziati europei, non solo le dichiarazioni americane: è lì che si decidono le aliquote.

Capitolo 6 di 7Scenari e rischi

Tre scenari, e cosa rischia l'Italia

SACE prevede +1,9% nel 2026 e +3,2% l'anno nel 2027–2028. Ecco i tre scenari, dal più al meno probabile.

Scegli uno scenario
Probabilità: AltaProssimi 12 mesi

Il tetto del 10% regge, i dazi settoriali restano. L'export cresce del 2–3% l'anno.

Per l'Italia

Farmaci e meccanica continuano a crescere; agroalimentare e arredo recuperano lentamente.

Probabilità: MediaDopo il voto di novembre

La seconda indagine americana sulla «sovraccapacità industriale» porta nuovi dazi su alcuni settori europei, fino al 15–20%.

Per l'Italia

Le piccole imprese perdono un altro 10–15% di vendite negli USA; pressione su meccanica e metalli.

Probabilità: Bassa12–24 mesi

Washington toglie i dazi su vino, formaggi, olio e pasta. In cambio l'Europa concede su energia e difesa.

Per l'Italia

Respiro per i distretti agroalimentari; più acquisti di gas americano e più spesa militare.

Probabilità: valutazione di RAMA Geopolitica Italiana sulla base delle informazioni disponibili alla data di aggiornamento.

Rischi e opportunità per l'Italia

Dipendenza da pochi settori

Se i dazi colpissero i farmaci, si fermerebbe il motore della crescita.

Farmaceutica

Piccole imprese senza difese

Chi non ha un marchio forte né una presenza locale non riesce a trasferire i dazi sui prezzi.

AgroalimentareArredoTessile

Produzione che si sposta

Per evitare i dazi alcune imprese producono negli USA: bene per le vendite, meno per il lavoro in Italia.

AlimentareGommaMeccanica

Il boom dei data center americani

Raffreddamento, quadri elettrici, cavi e macchine: la meccanica italiana vende alla corsa all'AI.

CarelPrysmianMeccanica

Il lusso che tiene

Il cliente americano di fascia alta accetta prezzi più alti per il vero made in Italy.

ModaSupercarDesign

Nuovi mercati

SACE indica India, Emirati, Messico, Vietnam e Brasile come mercati in crescita per diversificare.

Export
01Per le imprese: misurare l'esposizione

Quota di fatturato e di margine legata agli USA, prodotto per prodotto.

02Per le imprese: ripartire il rischio nei contratti

Stabilire con importatori e distributori chi paga eventuali nuovi dazi.

03Per le imprese: verificare codice doganale e origine

Contenuto di acciaio, alluminio e rame; per i farmaci, l'origine si stabilisce dove avviene la trasformazione sostanziale.

Cosa significa per l'Italia

Il rischio maggiore non è il dazio di oggi, ma la dipendenza: un Paese con un decimo dell'export in un solo mercato deve sostenere chi diversifica.

Uno scenario di nuova stretta colpirebbe soprattutto i distretti di piccole imprese, dove il lavoro è meno protetto.

Farmaci, meccanica per data center e lusso hanno margini per assorbire i dazi; agroalimentare, arredo e tessile medio devono diversificare per primi.

Capitolo 7 di 7Cosa deve fare l'Italia

Cosa deve fare l'Italia: unità europea e imprese meno dipendenti

Per ogni priorità: chi la deve fare, con quale strumento e in quanto tempo.

01Pesare di più nella linea europea
Chi

Presidenza del Consiglio e Farnesina, nel Consiglio UE

Con quale strumento

Alleanze con i Paesi più esposti per un mandato negoziale che metta agroalimentare e arredo tra le priorità

In quanto tempo

Prossimi 6 mesi

02Ottenere esenzioni stabili per le filiere più colpite
Chi

Ministero dell'Agricoltura e MIMIT, con le associazioni di categoria

Con quale strumento

Richieste documentate di esclusione alle autorità commerciali americane, attraverso la Commissione

In quanto tempo

6–12 mesi

03Aiutare le PMI a diversificare i mercati
Chi

Farnesina, ICE, SACE e SIMEST

Con quale strumento

Finanziamenti agevolati per l'internazionalizzazione, garanzie, fiere e missioni nei mercati indicati da SACE

In quanto tempo

12 mesi

04Assistenza doganale vicina alle imprese
Chi

Agenzia delle Dogane e ICE

Con quale strumento

Sportelli e guide su classificazione, origine e contenuto di metalli, per evitare dazi pagati per errore

In quanto tempo

Subito

Da monitorare nei prossimi mesi
3 novembre
Elezioni di metà mandato negli Stati Uniti

Il nuovo Congresso può frenare o lasciare mano libera alla Casa Bianca sulla politica commerciale.

Prossimi mesi
Esito della seconda indagine americana sulla «sovraccapacità industriale»

Può portare nuovi dazi su settori europei, a partire da metalli e meccanica.

4 dicembre
Entra in vigore il dazio del 15% su polisilicio e derivati

Segnale di come Washington estende i dazi settore per settore.

Ogni mese
Dati Istat sull'export verso gli USA

Il calo di arredo e largo consumo è il primo indicatore di sofferenza dei distretti.

Gli Stati Uniti restano il mercato più ricco per il made in Italy. Ma l'Italia non può affidare un decimo del suo export alle decisioni di Washington: le servono un'Europa unita al tavolo e imprese con più di un mercato di sbocco.

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